Mi è tornato in mente quando mi dicesti “sai, non trovavo il numero della zia di Napoli, allora ho fatto il numero del nonno perché ho pensato che di sicuro lui lo aveva”. E mi sembrò dolce ma anche un po’ assurdo, perché nonno non rispondeva più a quel telefono da anni ormai.

Volevo dirti che è così che mi sento. Quando non trovo un maglione nell’armadio o un utensile in cucina, vorrei urlarti una domanda banale per sentire la tua voce provenire dall’altra camera, o il tuo passo inciabattato perché “tanto sta là, non trovi mai niente”.

E mi si è fermato in gola un “sì, andiamo, ma prima avvisa mamma” l’altra sera, prima di uscire con papà.

Forse adesso lo capisco anch’io cosa significa aver sempre riposto tutta una serie di certezze in una persona per trovarsi a mani vuote. Un po’ come se tu ci sia sempre, un po’ come se non ci sia mai stata.

È il secondo compleanno senza nessuno a cui fare gli auguri.

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